Chiesa di San Filippo Apostolo

Quasi all'inizio del quartiere della Giudecca, in uno slargo si erge, delimitata da due vicoli, la chiesa di S.Filippo Apostolo.

Il luogo è di particolare importanza per la stratificazione di testimonianze strutturali riconducibili all'uso di cave per l'estrazione di materiali edilizi, ad ipogei di epoca paleocristiana, fino all'uso di queste cavità, da parte degli Ebrei, a bagni per la purificazione delle donne, poichè su di essa avevano costruito la loro sinagoga, frequentata sino all'anno in cui Ferdinando il cattolico cacciò gli Ebrei dal suo regno e dalla Sicilia, ad eccezione di quelli convertiti alla religione cattolica. E' in questo periodo che la Confraternità di S.Filippo dovette occupare il luogo e iniziare la costruzione della prima chiesa. Dopo il terremoto del 1693 si evidenziarono lievi danni che furono usati come motivazione ad effettuare un radicale rinnovo della chiesa. Approfittando della ricostruzione furono sistemati i locali sotterranei che divennero ossario e quindi cripta per il seppellimento delle famiglie più importanti della confraternità. La costruzione terminò nel 1742, la particolarità della chiesa consiste nella posizione centrale della cupola diversamente dalle altre chiese di Ortigia in cui si trova tra il transetto e la navata principale. Nel 1867, per la chiusura della chiesa di S.Agostino, in S.Filippo fu ospitato il priore di quella chiesa che innalzò un altare provvisorio per la statua dell'Addolorata. I bombardamenti del 1945 danneggiarono la chiesa che venne restaurata, ma dal 1961 si sono verificati vari problemi statici per cui è stata chiusa al culto e, per evitare crolli, nel 1986 la Soprintendenza ha fatto demolire la pesante cupola con l'intento di ricostruirla con materiali più leggeri. Nel 1968 la Cappella dell'Addolorata è stata trasferita a San Giuseppe. Delle sinagoghe siracusane l'unica la cui attribuzione è certa è quella che sorgeva nel sito della Chiesa di S Filippo Apostolo alla Giudecca dove nel 1977 venne ufficialmente identificato un mikveh (un bagno di purificazione rituale). Dopo l'espulsione degli Ebrei, il luogo venne dimenticato . E' da ritenersi certo che il bagno sotto l'attuale Chiesa di S.Filippo sia un bagno rituale ebraico sia per la struttura sia per alcuni paramentri cui risponde appieno. La sua struttura e la tecnica di costruzione ne fanno un esemplare antichissimo. Attualmente, dopo quarant'anni,  la Chiesa di San Filippo Apostolo è stata riaperta al culto nel 2010 e dal 2014 è sede della Parrocchia di San Giovanni Battista e ne svolge quotidianamente funzioni parrocchiali.

Il testo è tratto da: Architettura religiosa in Ortigia di Lucia Acerra da Ediprint.

ozio_gallery_nano
Ozio Gallery made with ❤ by joomla.it

Questo sito fa uso di Cookies tecnici, si prega di leggere l'informativa sul Trattamento dei dati. per maggiori informazioni Privacy Policy.

accetto i cookies di questo sito