La Fonte Aretusa

Rappresenta uno dei luoghi più cari ai siracusani, ed è stata il simbolo della città “Aretusea”

fin dai tempi antichi. Proprio queste acque determinarono la scelta dell'isola per l'insediamento dei colonizzatori di Corinto guidati da Archia. Essa ha origine da uno dei tantissimi sfoghi che la falda freatica iblea possiede nel siracusano, la stessa falda che alimenta il fiume Ciane (sul lato opposto del porto grande). Questo luogo mitico è stato oggetto di ispirazione e poesie, dall'antichità ai giorni nostri, fu cantata da: Virgilio, Pindaro, Ovidio, da Silio Italico, nel Lycidas di Milton, nelle Nouvelles nourritures di Andrè Gide, nei sepolcri di Pindemonte, e poi ancora da Gabriele D'annunzio e da Salvatore Quasimodo. Secondo la mitologia greca, tramandataci da Pausania e Stradone, Aretusa era una ninfa che, per fuggire all'amore di Alfeo, fu trasformata da Artemide in una fonte di Ortigia. Alfeo per ritrovarla si trasformò in un fiume della Grecia, e tramite un tragitto sotterraneo percorse tutto il mar Jonio, giunto ad Ortigia si unì ad Artemide per l'eternità. Ancora oggi sul lungomare, nei pressi della celebre fonte, sgorga una sorgente che la fantasia popolare ha spesso identificato con Alfeo. Anticamente la fonte aveva un' aspetto decisamente diverso da quello attuale; era suddivisa in più rivoli, formando una specie di grandissimo lago dalla circonferenza di circa duecento metri, separato dal mare da enormi macigni. Successivamente sorsero una chiesa (distrutta dal terremoto del 1693) e un bastione spagnolo. Nessuna traccia è rimasta dell'antica porta Aretusa (una delle due vie d'ingresso all'isola insieme alla porta Urbica) detta anche porta saccarina, perché fu probabilmente la porta attraverso cui entrarono i romani durante il sacco del 212 a.c.Solo dopo i lavori del 1847 la fonte assunse l'aspetto attuale. La fonte Aretusa è ad oggi il cuore di Ortigia, luogo di ritrovo e passeggio più volte sottratto al rischio di prosciugamento. Svariati terremoti nei secoli hanno minacciato il secolare afflusso di acqua, sino a pochi anni fa quando la siccità e forse persino i lavori di costruzione del terzo ponte, hanno ridotto la portata di acqua alla fonte mettendo a rischio la salute del papiro. che cresce all'interno della pozza. Il papireto di Siracusa e quello del fiume Fiumefreddo sono gli unici papireti d'Europa.

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